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Travertino Romano: caratteristiche tecniche, origine, differenze e applicazioni

Il Travertino Romano è una pietra naturale sedimentaria che unisce identità storica, prestazioni tecniche e continuità materica, distinguendosi per struttura, densità e comportamento in opera.

Travertino Romano - caratteristiche e storia

Il Travertino Romano è una pietra calcarea naturale formatasi attraverso processi di deposizione minerale che ne determinano struttura stratificata e porosità caratteristica. Le sue proprietà tecniche – densità, resistenza meccanica, stabilità nei grandi formati e lavorabilità – lo rendono uno dei materiali più utilizzati in architettura. Comprendere origine, differenze strutturali e applicazioni consente di scegliere il Travertino Romano in modo consapevole, evitando semplificazioni commerciali e valutando correttamente il comportamento reale del materiale.

Il Travertino Romano è una roccia calcarea compatta con struttura stratificata, la cui formazione naturale genera una combinazione specifica tra densità e cavità interne. Questa configurazione strutturale incide direttamente sulla stabilità del materiale, sulla modalità di taglio e sulla resa finale in opera. Non si tratta soltanto di una pietra decorativa, ma di un materiale con comportamento meccanico definito e riconoscibile.


La presenza di porosità naturale non è un difetto, ma una caratteristica intrinseca che deve essere compresa e gestita in funzione dell’utilizzo previsto. Spessore, destinazione d’uso e tipo di lavorazione influenzano le prestazioni e la durata nel tempo, motivo per cui il Travertino Romano richiede una corretta valutazione tecnica prima della scelta del formato.

Cos’è il Travertino Romano

Cos'è il Travertino Romano?

Struttura interna e comportamento in opera

La matrice calcarea del Travertino Romano è attraversata da cavità naturali distribuite in modo variabile. Questa distribuzione determina la reazione del materiale alle sollecitazioni meccaniche, alla posa e agli agenti atmosferici. La corretta selezione e il rispetto degli spessori adeguati sono elementi fondamentali per garantire stabilità nel tempo.

Continuità materica e riconoscibilità

La riconoscibilità del Travertino Romano deriva dalla coerenza tra struttura interna, stratificazione e resa superficiale. Non è solo una questione cromatica, ma di comportamento e identità tecnica. Comprendere questi elementi permette di distinguere un materiale realmente coerente nelle sue caratteristiche da soluzioni che presentano proprietà differenti.

Le caratteristiche tecniche del Travertino Romano derivano dalla sua matrice calcarea compatta e dalla distribuzione naturale delle cavità interne. Resistenza, peso, stabilità e durabilità sono parametri che vanno valutati insieme a spessore e formato, perché incidono direttamente sulla corretta applicazione del materiale.

Caratteristiche tecniche del Travertino Romano

Caratteristiche tecniche Travertino Romano

Densità e resistenza meccanica

Il Travertino Romano presenta una densità media indicativa compresa tra 2.300 e 2.500 kg/m³, con variazioni legate alla compattezza della matrice calcarea e alla distribuzione delle cavità naturali. La resistenza a compressione può superare i 70–100 MPa in funzione della selezione e della qualità del materiale, risultando idonea per molte applicazioni in edilizia e architettura, sia in ambito residenziale sia in contesti progettuali più impegnativi, dove contano prestazioni costanti, stabilità strutturale e continuità nel tempo.


In pratica, questi parametri indicano che il Travertino Romano può offrire stabilità e affidabilità, a condizione che la scelta del materiale sia coerente con l’uso previsto e con le condizioni reali di posa. Spessore, formato, tipo di lavorazione e destinazione d’uso devono essere valutati insieme, perché incidono direttamente su prestazioni, sicurezza in posa e durabilità dell’opera finita, oltre che sulla resa estetica complessiva. Anche aspetti come supporto, collanti/idoneità del sottofondo, giunti e corretta gestione delle acque (in esterno) contribuiscono a mantenere nel tempo le qualità tecniche del materiale.

Spessori standard e peso al metro quadro

Considerando una densità media di riferimento di circa 2.500 kg/m³, il peso del Travertino Romano varia proporzionalmente allo spessore, incidendo direttamente su movimentazione, posa e comportamento strutturale:


  • 1,3 cm → circa 32,5 kg/m²
  • 2 cm → circa 50 kg/m²
  • 3 cm → circa 75 kg/m²
  • 3,5 cm → circa 87,5 kg/m²


Questi valori sono indicativi e possono variare leggermente in base alla selezione e alla compattezza del materiale, ma forniscono un riferimento utile nella valutazione tecnica di un progetto.


Il peso è un parametro fondamentale soprattutto nei grandi formati, dove lo spessore incide direttamente sulla stabilità del materiale, sulla resistenza alla flessione e sulla sicurezza in fase di posa. Una scelta non coerente tra formato e spessore può generare tensioni e criticità che è preferibile prevenire già in fase progettuale.

Assorbimento e comportamento in esterno

L’assorbimento d’acqua del Travertino Romano varia generalmente tra 0,8% e 2%, in funzione della porosità naturale, della compattezza del materiale e della finitura scelta. Una superficie a poro aperto tende a mostrare più chiaramente la matericità della pietra, mentre una lavorazione stuccata e rifinita rende la superficie più uniforme e più semplice da gestire in termini di manutenzione e pulizia. Per questo motivo, quando si valuta l’impiego del Travertino Romano, il dato di assorbimento va sempre letto insieme a taglio, finitura e qualità di selezione.

Se correttamente selezionato e trattato, il Travertino Romano può essere impiegato anche in ambienti esterni, a condizione di rispettare criteri tecnici chiari: posa idonea, corretta gestione delle pendenze e del drenaggio, scelta di spessori adeguati e, quando necessario, protezioni superficiali compatibili con la pietra naturale. In pratica, non è solo “il materiale” a fare la differenza, ma il modo in cui viene progettato e installato. La gestione della porosità è determinante per la resa nel tempo: una scelta coerente tra finitura, utilizzo e manutenzione evita assorbimenti anomali, preserva l’aspetto estetico e mantiene stabili le prestazioni nel lungo periodo.

Stabilità nel tempo e durabilità

La durabilità del Travertino Romano dipende dalla qualità della selezione, dallo spessore scelto e dalla corretta applicazione in opera. Se impiegato nel rispetto delle sue caratteristiche strutturali, mantiene stabilità e resa estetica per tempi molto lunghi: lo dimostrano sia gli utilizzi contemporanei, sia la storia dell’architettura, dove questa pietra ha attraversato decenni e secoli o adiritura milleni senza perdere identità. In un progetto reale contano anche i dettagli: posa corretta, protezione adeguata quando necessaria e manutenzione coerente con la finitura scelta contribuiscono a preservare continuità visiva e prestazioni nel tempo.

Le leggere variazioni cromatiche che possono comparire con l’invecchiamento rientrano nella naturale evoluzione di un materiale autentico: non compromettono le prestazioni tecniche e, in molti contesti, contribuiscono a valorizzare la superficie, rendendola più “viva” e coerente con la natura stessa della pietra. È proprio questa evoluzione, discreta e graduale, a distinguere una pietra naturale da un materiale artificiale: la superficie acquisisce carattere mantenendo solidità e riconoscibilità, senza perdere la sua funzione architettonica.

Il comportamento del Travertino Romano cambia in modo significativo quando si lavora su superfici estese o su lastre di grandi dimensioni. In questi casi, densità, spessore, selezione del blocco e continuità materica incidono direttamente sul risultato tecnico ed estetico. Comprendere questi aspetti permette di evitare errori di progettazione e di ottenere stabilità nel tempo.

Grandi Formati e Omogeneità nel Travertino Romano

Grandi formati e spessori ridotti nel Travertino Romano

Grandi formati e spessori ridotti

Con l’aumento delle dimensioni delle lastre, il rapporto tra lunghezza e spessore diventa determinante. Nei grandi formati, la resistenza alla flessione e la distribuzione delle tensioni devono essere coerenti con la compattezza del materiale. Per un’analisi dettagliata dei limiti tecnici e dei criteri corretti di scelta, è disponibile l’approfondimento dedicato ai Grandi Formati e Spessori Ridotti del Travertino Romano.

Omogeneità e continuità visiva

Quando il Travertino Romano viene utilizzato su superfici estese, la selezione del materiale incide sulla percezione complessiva dell’opera. Uniformità cromatica, regolarità della stratificazione e distribuzione delle cavità influiscono sulla resa finale. Il tema viene approfondito nella sezione dedicata all’Omogeneità del Travertino Romano, dove si analizzano criteri di selezione e resa estetica su grandi metrature.

Quando si parla di Travertino Romano, è fondamentale distinguere tra materiale autentico e altre tipologie di travertino presenti sul mercato. Le differenze non riguardano solo l’aspetto estetico, ma soprattutto struttura interna, formazione geologica e comportamento nel tempo. Comprendere cosa significa “autentico” consente di valutare correttamente il materiale in funzione del progetto.

Travertino Romano Autentico: come riconoscerlo e perché fa la differenza

Grandi formati e spessori ridotti nel Travertino Romano

Origine geologica e continuità della matrice

Il Travertino Romano autentico deriva da specifici bacini di formazione calcarea che hanno generato una stratificazione riconoscibile e relativamente regolare. Questa continuità influisce sulla stabilità del materiale e sulla prevedibilità della resa finale.

Una matrice più omogenea permette una migliore distribuzione delle tensioni meccaniche e una maggiore coerenza strutturale nei formati medio-grandi.

Densità e comportamento strutturale

La densità media del Travertino Romano autentico si colloca generalmente tra 2.300 e 2.500 kg/m³. Questo equilibrio tra compattezza e lavorabilità garantisce buone prestazioni in ambito architettonico.

Il corretto rapporto tra densità, spessore e formato è determinante per assicurare stabilità nel tempo, soprattutto in pavimentazioni esterne o in elementi strutturali come gradini e copertine.

Il Travertino Romano viene impiegato in ambito residenziale e progettuale in molteplici contesti, ma ogni applicazione richiede una valutazione tecnica coerente tra spessore, formato e finitura. La scelta corretta non riguarda solo l’estetica, ma il comportamento strutturale del materiale nel tempo. Di seguito sono sintetizzate le principali applicazioni, con rimando agli approfondimenti dedicati.

Applicazioni del Travertino Romano in architettura contemporanea

Applicazioni del Travertino Romano: pavimenti, rivestimenti, scale, soglie, copertine, ecc.

Pavimentazioni interne ed esterne

Il Travertino Romano è utilizzato sia in ambienti interni sia in spazi esterni, con differenze rilevanti in termini di spessore, finitura e posa. In esterno, la gestione dell’acqua e l’aderenza superficiale assumono un ruolo centrale.

Per un’analisi completa dei formati disponibili e degli spessori corretti, si rimanda alla sezione dedicata alle Dimensioni delle Piastrelle e ai Spessori Standard.


Rivestimenti e facciate

Come rivestimento verticale, il Travertino Romano valorizza la continuità materica e la stratificazione naturale. Nei grandi prospetti, la selezione del materiale influisce direttamente sull’uniformità visiva.

Le modalità di taglio incidono sulla resa estetica complessiva, tema approfondito nella sezione dedicata al Taglio in Falda e Taglio in Controfalda.

Scale, soglie e copertine

Gradini e copertine rappresentano applicazioni più sollecitate dal punto di vista meccanico. In questi casi lo spessore e la lavorazione del bordo diventano elementi determinanti per stabilità e durabilità.

Le finiture disponibili sono approfondite nelle pagine dedicate: Stuccata e Levigata, Levigata a Poro Aperto, Stuccata e Spazzolata, Spazzolata a Poro Aperto, Anticata, Grezza.

Elementi su misura e grandi formati

Quando si lavora su elementi fuori standard o lastre di grandi dimensioni, entrano in gioco parametri strutturali più stringenti. Il rapporto tra lunghezza, spessore e densità del materiale deve essere valutato con attenzione.

Il tema è approfondito nella sezione Grandi Formati e Spessori Ridotti, dove vengono analizzati limiti tecnici e criteri di scelta.

Il Travertino Romano è una pietra naturale e, come tutti i materiali autentici, evolve nel tempo in modo graduale. La sua resa dipende da finitura, ambiente di posa e corrette pratiche di manutenzione. Una gestione coerente evita assorbimenti anomali, preserva l’aspetto estetico e mantiene stabili le prestazioni nel lungo periodo.

Manutenzione e comportamento nel tempo del Travertino Romano

Manutenzione del Travertino Romano

Evoluzione estetica naturale e variazioni cromatiche

Nel tempo possono comparire leggere variazioni di tono, soprattutto in esterno e nelle aree più esposte a sole, pioggia e traffico. Questo fenomeno è parte della naturale maturazione della pietra e non implica un decadimento strutturale. In contesti architettonici, spesso contribuisce a rendere la superficie più “viva” e coerente con la natura del materiale.

Pulizia ordinaria e prodotti da evitare

Per la pulizia ordinaria è sufficiente utilizzare detergenti neutri e non aggressivi, evitando prodotti acidi o anticalcare, che possono opacizzare la superficie e interferire con la matrice calcarea. Anche sgrassatori troppo forti e candeggianti vanno evitati, soprattutto su finiture a poro aperto, perché possono alterare la lettura della materia e creare disuniformità.

FAQ sul Travertino Romano

Di seguito una raccolta di domande frequenti sul Travertino Romano, con risposte tecniche ma chiare. L’obiettivo è aiutare a scegliere formato, spessore, taglio e finitura in modo coerente con l’uso previsto, evitando errori tipici di valutazione e posa.

  • Il Travertino Romano è adatto anche per esterni?

    Sì, può essere utilizzato anche in esterno, ma la resa dipende soprattutto da posa, pendenze e drenaggio, oltre che da spessore e finitura. In pratica, non è solo “la pietra” a fare la differenza: contano progettazione e installazione corretta, perché l’acqua e i ristagni sono il primo fattore che altera nel tempo l’aspetto di una superficie naturale.

  • Qual è lo spessore consigliato per pavimentazioni?

    Dipende dall’uso e dal formato. In interno si utilizzano spesso spessori tra 1,2 e 2 cm, mentre in esterno (e soprattutto in carrabile) sono richiesti spessori maggiori, tipicamente 3 cm o superiori. La regola pratica è semplice: più aumenta il formato e più aumentano le sollecitazioni, più lo spessore deve essere coerente.

  • Che differenza c’è tra finitura stuccata e finitura a poro aperto?

    La finitura stuccata tende a rendere la superficie più uniforme e più facile da gestire nella manutenzione. Il poro aperto, invece, mantiene visibile la matericità della pietra e valorizza cavità e texture naturali. In pratica, la stuccata è più “pulita” e regolare, mentre il poro aperto è più autentico e materico, ma richiede più attenzione nella gestione di macchie e pulizia.

  • Il Travertino Romano assorbe molta acqua?

    L’assorbimento varia in genere tra 0,8% e 2% e dipende da porosità, selezione e finitura. Una superficie a poro aperto mostra più chiaramente le cavità naturali, mentre una lavorazione stuccata e rifinita rende la superficie più controllata. In esterno, però, il dato va sempre letto insieme a posa e drenaggio: è lì che si decide la resa reale nel tempo.

  • È normale che cambi colore con il tempo?

    Sì, leggere variazioni cromatiche nel tempo sono normali in un materiale naturale, soprattutto in esterno e nelle aree più esposte. Non indicano perdita di qualità, ma evoluzione naturale della superficie. Una manutenzione corretta e, quando serve, un protettivo compatibile aiutano a mantenere una resa più stabile, senza snaturare l’aspetto della pietra.

  • Come riconosco un Travertino Romano autentico?

    Il riconoscimento non dipende da un solo parametro, ma da un insieme di elementi: continuità della stratificazione, coerenza materica, selezione e comportamento in opera. In pratica, l’autenticità si vede nella regolarità del materiale e nella prevedibilità della resa, soprattutto su grandi superfici. Per un approfondimento completo, la sezione “Travertino Romano Autentico” entra nel dettaglio con criteri tecnici.

  • Quali prodotti vanno evitati nella pulizia?

    Vanno evitati prodotti acidi (anticalcare, disincrostanti aggressivi) perché possono opacizzare e “mangiare” la matrice calcarea. Anche candeggianti e sgrassatori troppo forti possono creare disuniformità, soprattutto su finiture a poro aperto. In pratica: detergente neutro e lavaggi regolari sono quasi sempre la scelta migliore.

  • Serve sempre un trattamento protettivo?

    Non sempre. Dipende da dove viene posato il Travertino Romano e dalla finitura scelta. In esterno e in aree soggette a macchie (cucine esterne, zone barbecue, bordo piscina) un protettivo idoneo può ridurre l’assorbimento e semplificare la manutenzione. Se applicato, deve essere compatibile con pietre calcaree e non deve creare film superficiali “plastificati”.

  • Taglio in Falda o in Controfalda: quale scegliere?

    Dipende dall’effetto estetico desiderato. Il taglio in falda evidenzia linee più continue e ordinate, spesso percepite come più uniformi su grandi superfici. Il controfalda crea un disegno più mosso e dinamico. In pratica: falda se vuoi continuità, controfalda se vuoi movimento; poi la scelta va chiusa con formato e finitura coerenti.

  • Il Travertino Romano si presta ai grandi formati a spessore ridotto?

    In generale, no: il Travertino Romano, per natura calcarea stratificata e porosa, richiede spessori adeguati per mantenere stabilità e sicurezza, soprattutto quando aumentano le dimensioni. Ridurre troppo lo spessore su grandi formati può aumentare il rischio di flessione e criticità in posa. Per questo il tema va valutato tecnicamente in base all’uso reale e non solo per “moda” del formato.

  • Che formati sono disponibili per l’effetto anticato?

    Per l’effetto anticato (o “vissuto”), i formati più coerenti e gestibili sono quelli piccoli, come 10×10, 15×15 e 20×20. Su formati più grandi l’estetica e la lavorazione diventano meno coerenti e, spesso, tecnicamente non convenienti. In pratica: l’effetto anticato funziona quando la scala del formato resta compatibile con il tipo di lavorazione.

  • Quali sono gli errori più comuni che compromettono la resa?

    Quasi sempre non è “colpa del travertino”, ma di posa e progetto: pendenze insufficienti in esterno, drenaggio non corretto, supporti non idonei, collanti sbagliati, fughe non gestite bene. Anche la scelta di uno spessore non coerente con formato e utilizzo crea problemi evitabili. In pratica: se il progetto è impostato bene, la manutenzione diventa semplice e la resa resta stabile.

Se desidera approfondire un caso specifico (interno/esterno, formato, spessore, taglio e finitura) o verificare la soluzione più coerente per il Suo progetto, può consultare le pagine dedicate a Taglio, Finiture e Formati, dove trova dettagli tecnici e applicazioni. Restiamo a disposizione per indicare la combinazione più adatta in base all’uso reale e alle condizioni di posa.

Il Travertino Romano è una roccia calcarea sedimentaria formata attraverso processi naturali di precipitazione del carbonato di calcio da acque ricche di minerali. La sua struttura stratificata e la presenza di cavità naturali sono il risultato diretto di questo processo geologico, che ha richiesto tempi molto lunghi e condizioni ambientali specifiche. Comprendere l’origine del materiale aiuta a interpretarne correttamente comportamento meccanico, lavorabilità e resa estetica.

Origine geologica del Travertino Romano

Origine geologica del Travertino Romano

Deposizione del carbonato di calcio

Il Travertino Romano si forma quando acque ricche di carbonato di calcio, provenienti da sorgenti minerali, perdono anidride carbonica e depositano progressivamente materiale calcareo. Questo processo genera strati sovrapposti che nel tempo si compattano.


In termini pratici, la pietra nasce per accumulo naturale, non per compressione artificiale. La stratificazione che vediamo oggi è la conseguenza diretta di questo lento deposito minerale.

Stratificazione e formazione delle cavità

Durante la formazione, la presenza di vegetazione, gas e micro-organismi contribuisce alla creazione di cavità naturali. Queste cavità non sono difetti, ma elementi strutturali tipici del travertino.


La distribuzione e la dimensione delle porosità influenzano l’assorbimento, la resa della finitura e il comportamento alla lavorazione. Una stratificazione più regolare comporta maggiore prevedibilità in fase di taglio e posa.

Compattazione naturale e densità

Con il passare del tempo, gli strati si consolidano e aumentano la propria compattezza. Questo processo determina la densità media del Travertino Romano, che si colloca generalmente tra 2.300 e 2.500 kg/m³.


In pratica, la densità è il risultato dell’equilibrio tra pieni e vuoti. È questo equilibrio a rendere il materiale lavorabile ma allo stesso tempo sufficientemente resistente per applicazioni strutturali.

Differenza tra pietra naturale e materiale ricostruito

Il Travertino Romano autentico è il risultato di un processo geologico naturale e non di una miscela ricostruita o pressata artificialmente. Questa differenza si riflette nella continuità materica e nel comportamento nel tempo.


Un materiale ricostruito può essere più omogeneo in apparenza, ma non presenta la stessa evoluzione naturale della superficie. Il travertino, invece, mantiene identità e carattere proprio grazie alla sua origine sedimentaria.

Il Travertino Romano è stato utilizzato in ambito architettonico per secoli grazie alla combinazione di resistenza meccanica, lavorabilità e stabilità nel tempo. La sua presenza in opere monumentali dimostra la capacità del materiale di mantenere integrità strutturale anche in condizioni ambientali complesse. L’utilizzo storico non è solo un dato culturale, ma una conferma tecnica delle sue caratteristiche.

Il Travertino Romano nell’architettura

Origine geologica del Travertino Romano

Utilizzo strutturale nell’antichità

Il Travertino Romano è stato impiegato in grandi opere architettoniche per la realizzazione di blocchi portanti e rivestimenti esterni. La resistenza a compressione e la possibilità di estrarre elementi di dimensioni significative lo rendevano idoneo a strutture complesse.


Questo utilizzo dimostra che il materiale possiede caratteristiche meccaniche compatibili con applicazioni anche impegnative.

Facilità di lavorazione e adattabilità


Una delle ragioni della diffusione del Travertino Romano è la sua lavorabilità. La struttura calcarea consente taglio, sagomatura e finitura con buona precisione.


In termini pratici, questo significa che il materiale può essere adattato a esigenze progettuali differenti, mantenendo coerenza strutturale.

Continuità nell’architettura contemporanea

Ancora oggi il Travertino Romano viene scelto in progetti contemporanei per rivestimenti, pavimentazioni e elementi architettonici. La sua capacità di dialogare con materiali moderni lo rende attuale.


L’utilizzo moderno non è una semplice continuità estetica, ma la conferma che le sue proprietà tecniche restano compatibili con le esigenze costruttive attuali.

Valore tecnico oltre il valore simbolico

Il Travertino Romano è spesso associato alla città di Roma e alla sua storia, ma il suo valore non è solo simbolico. Le sue prestazioni meccaniche, la durabilità e la stabilità lo rendono ancora oggi una scelta razionale oltre che identitaria.


In pratica, la sua reputazione deriva da caratteristiche strutturali reali, non soltanto da un richiamo storico.

Il Travertino Romano è una pietra naturale che richiede competenza nella scelta di formato, spessore, taglio e finitura. Le sue caratteristiche strutturali, la stratificazione e la porosità naturale devono essere interpretate in funzione dell’utilizzo reale, evitando semplificazioni che possono compromettere resa e durabilità nel tempo.


Una valutazione tecnica corretta consente di ottenere un risultato coerente, stabile e architettonicamente armonico. Se desidera un confronto concreto sul Suo progetto – interno o esterno – possiamo indicare la combinazione più adatta tra finitura, taglio e spessore, prima di procedere alla fornitura del materiale.

Come scegliere il Travertino Romano per il Suo progetto

Scegliere il Travertino Romano per Progetto

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Il Travertino di Qualità in Tutte le Zone e Comuni di Roma

Il Gruppo Travertino Di Roma è rinomato per la sua vasta selezione di travertino di alta qualità, ideale per un'ampia gamma di applicazioni. Siamo fornitori di lastre, piastrelle, mattonelle e palladiana disponibili in varie finiture, dal classico travertino romano, al sofisticato Navona, fino alle tonalità più moderne di noce e argento. Questi materiali sono perfetti sia per pavimenti che per rivestimenti, adatti a interni ed esterni.

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Serviamo con orgoglio tutte le zone e comuni di Roma, assicurando prodotti di eccellenza e un servizio clienti attento e personalizzato:


Zone di Roma servite


Roma Centro:

  • Centro storico, Vaticano, Prati, Parioli, Flaminio, Salario, San Lorenzo, Monti, Esquilino, San Giovanni, Trastevere, Testaccio, Aventino, Campo Marzio, Ludovisi, Sallustiano, Castro Pretorio, Celio, Campitelli, Ripa, Parione, Regola, Sant'Eustachio, Trevi, Colonna, Ponte, Borgo, Sant'Angelo, Rione XIV, Rione XVII, Rione XXII


Roma Nord:

  • Ottavia, Torrevecchia, Monte Mario, Balduina, Cassia, Giustiniana, Olgiata, La Storta, Flaminia, Salaria, Bufalotta, Fidene, Talenti, Montesacro, Ponte Milvio, Val Melaina, Prima Porta, Labaro, Casal Boccone, Tor di Quinto, Prati Fiscali, Casale Nei, Vigna Clara, Grottarossa, Marcigliana, Santa Lucia, Tomba di Nerone, Vigna Stelluti, Le Rughe, Mazzalupo, Due Ponti, Serpentara, Parco di Veio, La Giustiniana


Roma Sud:

  • Eur, Torrino, Marconi, Acilia, Morena, Laurentina, Garbatella, Ostiense, San Paolo, Ardeatina, Appia, Anagnina, Cecchignola, Infernetto, Mezzocammino, Spinaceto, Tor de' Cenci, Fonte Ostiense, Tor Marancia, Capannelle, Tor Fiscale, Vigna Murata, Tor Carbone, Tor Pagnotta, Dragoncello, Tor di Valle, Santa Palomba, Malafede Est, Divino Amore, Muratella, Casal Bernocchi, Torre Gaia, Valle di Perna, Tor Bella Monaca Est


Roma Est:

  • Nomentana, Tiburtina, Prenestina, Casilina, Borghesiana, Tuscolana, Cinecittà, Romanina, Centocelle, Giardinetti, Monti Tiburtini, Rebibbia, Pietralata, Pigneto, Collatino, Tor Sapienza, Torre Angela, Torre Spaccata, Torre Maura, Alessandrino, Tor Bella Monaca, Finocchio, Tor Vergata, Giardini di Corcolle, Due Leoni, La Rustica, Torrenova, Settecamini, Casal Monastero, Pantano, Osteria del Curato, Casal de' Pazzi, Tor Cervara


Roma Ovest:

  • Magliana, Portuense, Piramide, Monteverde, La Pisana, Aurelia, Boccea, Casalotti, Bravetta, Maglianella, Casetta Mattei, Casal Lumbroso, Corviale, Cornelia, Trullo, Valle dei Casali, Gianicolense, Massimina, Casal Palocco, Aurelio, Valle Aurelia, Selva Nera, Massimilla, Gallessina, Casal del Marmo, Palidoro, Muratella, Santa Galla, Villa Bonelli, Ponte Galeria Sud, Pisana Ovest


Comuni in Provincia di Roma serviti:


Castelli Romani:

  • Ciampino, Albano, Marino, Ariccia, Castel Gandolfo, Frascati, Genzano, Velletri, Grottaferrata, Rocca di Papa, Monteporzio Catone, Monte Compatri, Lariano, Rocca Priora, Nemi, Monte Porzio, Albano Laziale, Lanuvio, Montelanico, Carpineto Romano, Zagarolo, Pavona, Artena, Valmontone, Segni, Cave, Montecompatri Sud, Rocca di Cave, Colonna, Monteleone, Bellegra


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  • Tivoli, Guidonia, Villanova, Villalba, Bagni di Tivoli, Palombara, Mentana, Colleverde, Monterotondo, Fiano Romano, Colle Fiorito, Villa Adriana, Setteville, Marcellina, San Polo dei Cavalieri, Castel Madama, Sant'Angelo Romano, San Vittorino, Gallicano nel Lazio, Poli, Castel San Pietro Romano, Vicovaro, Roccagiovine, San Gregorio da Sassola, Castelnuovo di Porto, Moricone, Nerola, Casape, Tivoli Terme, Villanova Est, Guidonia Montecelio Nord, Marcellina Est


Bracciano e Dintorni:

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Civitavecchia e Dintorni:

  • Civitavecchia, Tolfa, Cerveteri, Ladispoli, Santa Marinella, Allumiere, Tarquinia, Montalto di Castro, Blera, Sasso, Farnese, Canale Monterano, Santa Severa, Ceri, Furbara, Montalto Marina, Tarquinia Lido


Fiumicino e Dintorni:

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Ostia e Dintorni:

  • Ostia, Ostia Lido, Ostia Antica, Vitinia, Acilia, Trigoria, Castel Porziano, Castel di Leva, Dragona, Malafede, Casal Palocco, Castel Fusano, Palidoro, Maccarese Sud, Torvaianica Alta, Ostia Vecchia, Castelfusano Sud, Dragoncello Nord, Palocco Sud, Acilia Sud

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